01/02/15

GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2015


La GMM 2015: Sapientia cordis - "Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo" (Gb 29,15)

Il tema della XXIII Giornata Mondiale del Malato invita la comunità cristiana a chiedere al Signore il dono della sapienza del cuore.
Questa sapienza non è una conoscenza teorica, astratta, frutto di ragionamenti. È un atteggiamento infuso dallo Spirito Santo che rende capaci di aprirsi alla sofferenza dei fratelli e riconoscere in essi l’immagine di Dio, divenendo «occhi per il cieco» e «piedi per lo zoppo». E' dono della capacità di uscire da sé verso il fratello, senza giudicarlo.

L’esigenza di chiedere a Dio questo dono si fa ancora più forte quando la malattia bussa alla porta e fa sentire la sua scomoda voce. E il dono della Sapienza del cuore fa riconoscere nella Croce di Gesù l'atto supremo di solidarietà di Dio con noi. Illuminate da questa Sapienza, anche le persone immerse nel mistero della sofferenza e del dolore, accolto nella fede, possono diventare testimoni viventi di una fede che permette di abitare il tempo della sofferenza uniti all'amore di Cristo.




Ogni comunità cristiana è invitata a trovare i modi opportuni per esprimere, nella Giornata a loro dedicata, la propria vicinanza ai malati e ai diversamente abili. Le proposte diocesane non intendono e non possono sostituire le iniziative nelle parrocchie e unità pastorali. Esse sono, semmai, opportunità per aiutare a ravvivare la carità e crescere in spirito di preghiera, incoraggiati dall'esempio di Papa Francesco. 
E' il momento nel quale la Comunità cristiana della Diocesi, riunita attorno al suo Vescovo, prega in favore dei sofferenti. 




Nel medesimo tempo è occasione nella quale i cristiani ammalati, disabili, sofferenti si riuniscono per offrire la propria preghiera e la propria vita per invocare dal Signore e da Maria le grazie necessarie alla Chiesa per vivere in modo autentico e fedele la propria missione.

La visita agli infermi, specialmente a coloro che a ragione della loro condizione di salute risultano istituzionalizzati, è atto squisito di carità pastorale. Essa «rimane un capitolo importante della pastorale. Chi ha visto il prete venire a visitare un suo familiare, nutre facilmente verso quel prete riconoscenza e affetto; una famiglia invece che si sente trascurata, difficilmente potrà superare un atteggiamento di indifferenza» (Luciano Monari, Lettera pastorale "Tutti siano una cosa sola", 2010, n. 44).

Perché una Giornata Mondiale del Malato

Non sarebbe sensata una Giornata all'anno per l'ammalato, se non divenisse strumento e occasione per favorire un'attenzione quotidiana della Chiesa a chi è sofferente e a chi se ne prende cura, sostenendoli con la propria carità ed affidandoli a Dio per Maria.
Sarebbe insensata una Giornata all'anno per il malato, se non fosse un modo per rimotivare il credente che soffre a vivere ogni suo giorno in comunione con il Cristo, il quale ha sofferto nella Sua vita terrena offrendo se stesso sulla croce, ed ancora oggi nuovamente patisce delle nostre sofferenze «a favore del suo corpo che è la Chiesa» (vd Mt 25,40 e Col 1,24).

La celebrazione annuale della "Giornata Mondiale del Malato" si propone perciò come obiettivi: 

- di sensibilizzare il Popolo di Dio e, di conseguenza, le molteplici istituzioni sanitarie cattoliche e la stessa società civile, alla necessità di assicurare la migliore assistenza agli infermi; 
- di aiutare chi è ammalato a valorizzare, sul piano umano e soprattutto su quello soprannaturale, la sofferenza;
- di coinvolgere in maniera particolare le diocesi, le comunità cristiane, le Famiglie religiose nella pastorale sanitaria; 
- di favorire l'impegno sempre più prezioso del volontariato; 
- di richiamare l'importanza della formazione spirituale e morale degli operatori sanitari e, infine, 
- di far meglio comprendere l'importanza dell'assistenza religiosa agli infermi da parte dei sacerdoti diocesani e regolari, nonché di quanti vivono ed operano accanto a chi soffre.



(Dalla Lettera Istitutiva della della Giornata Mondiale del Malato del Beato Giovanni Paolo II papa, del 13 Maggio 1992)